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Société Auguste Vestris - La Escuela Bolera di Siviglia : i Pericet
  Auguste Vestris


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de Bournonville et Cecchetti

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La Escuela Bolera di Siviglia : i Pericet
di Marta Carrasco Benítez

6 aprile 2013

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Direttrice del departamento Stampa del Centro Andaluz de Arte Contemporáneo
Coordinatrice generale del Centro Andaluz de Danza
Membro, Association Européenne des Historiens de la Danse

Traduzione: Bruno Ligore

Vi sono pochi luoghi in Andalusia dove il ballo non sia parte integrante dell’educazione sentimentale di ogni cittadino. Tuttavia, vi è una scuola singolare, sebbene poco conosciuta, che costituisce un caso speciale nella storia della danza e della coreologia europea. Un caso unico nel suo genere, soprattutto per ciò che riguarda la trasmissione orale dei suoi precetti attraverso tre generazioni: la Escuela Bolera di Siviglia e più concretamente, la casa dei Pericet.

Alcune considerazioni

Nella Encyclopédie pittoresque de la musique, stampata a Parigi nel 1835 da Ledhuy e Bertini, vi sono circa dieci pagine dedicate alla parola “Bolero”. Questo può dare l’idea dell’importanza secolare che la scuola di danza Bolera - e più in generale la scuola spagnola - rivestiva all’epoca all’interno della danza internazionale. Un’altra prova dell’influenza del carattere spagnolo in Europa è la prima rappresentazione all’Opéra di Parigi dell’opera Il Diavolo zoppo che conteneva una nota coreografia di Jean Coralli.

Artisticamente, la Escuela Bolera è anteriore al Flamenco. Diversi importanti storici e cronisti dell’epoca come Don Preciso, Estébanez Caldéron, e persino lo scrittore gaditano di farse González del Castillo (1763-1800) in Andalusìa, descrivono l’ambiente bolero che regnava allora in Spagna, indicandolo come “pre-flamenco”. Nella storia della danza spagnola sono due i principali momenti di sviluppo e splendore della Escuela Bolera. Il primo, compreso in un periodo tra il 1835 e il 1885, anni in cui sviluppano in Europa la propria attività artistica alcune ballerine quali Petra Cámara, nota come “la stella di Siviglia”, e la sua rivale Pepita Oliva, “la stella dell’Andalusia”.

Un altro momento importante nella storia del carattere bolero in Spagna si colloca fra il 1940 e gli anni ’70 del ventesimo secolo quando si sviluppano delle compagnie private. Queste includono nel proprio repertorio numerosi balli di Escuela Bolera, come nel caso delle compagnie di Pilar López e Antonio Ruiz Soler, e in quella di Joan Magriña a Barcellona, il quale ha anche dato lezioni di Scuola Bolera, come ha inoltre riportato Pilar Llorens nel suo libro Danzas Catalanas.

Oltre a questi momenti di grande splendore, si produce all’inizio del XX secolo un’interessante bagliore nello sviluppo della Escuela Bolera a Siviglia, Barcellona e Madrid. In queste due ultime città ciò avviene proprio perché i due principali teatri d’opera erano diretti da due ballerini provenienti da questa scuola, ovvero Ricardo Moragas e Miguel Mercé. A Siviglia erano invece in attività le accademie dei Pericet.

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Angel Pericet Carmona (1877-1944)

La scuola di Siviglia dei Pericet è un indiscusso simbolo della continuità della danza spagnola. La si può comparare ad altri fenomeni analoghi presenti in Europa, come i Viganò per il balletto italiano e francese, o i Bournonville e i Taglioni per la storia della danza in generale.

Durante tre generazioni, e senza soluzione di continuità, i Pericet hanno impartito lezioni di Scuola Bolera Andalusa, costituendo con la loro opera un patrimonio della nostra cultura. La preservazione, conservazione e diffusione di questa scuola di danza unica al mondo è dovuta in gran parte a questa famiglia che ha trasmesso gli insegnamenti attraverso tre generazioni esclusivamente per linea maschile, fatto insolito nella storia della danza mondiale.

Gli allievi dei Pericet sono stati i ballerini che si sono maggiormente distinti all’interno della scena spagnola : Antonio, Rosario, Pilar López, Elvira Lucena, Antonio Gades, Victoria Eugenia, Pastora Martos, José Udaeta e più recentemente, José Antonio, Aida Gómez, Antonio Canales, Maribel Martín, Antonio Márquez, Juan Mata, e moltissimi altri.

Essi sono un punto di riferimento fondamentale per la storia della danza spagnola e soprattutto, per il patrimonio culturale dell’Andalusia. I loro insegnamenti sono oggetto di numerosi convegni, saggi e seminari di danza, purtroppo più all’estero che nel nostro paese.

I Pericet Carmona : gli inizi della dinastia

Angel Pericet Carmona, nacque il 28 febbraio 1877 ad Aguilar de la Frontera (Córdoba) e morì a Madrid nel 1944. All’età di cinque anni la nonna lo portò a Siviglia per imparare a danzare. Resta ignoto se per volontà di questa brava donna o perché il bambino avesse già manifestato il suo interesse e una certa disposizione al ballo. La prima insegnante del patriarca della famiglia Pericet fu la famosa Amparo Alvarez, detta “la Campanera”, una distinta ballerina dell’epoca che Gustave Doré ritrae col pennino nei disegni che illustrano il libro di viaggio realizzato da Davillier in Andalusia.

A 19 anni, Angel Pericet intraprende la creazione un’accademia di Ballo a Siviglia, stabilendosi nel 1906 in una casa della calle Castellar, e nel 1911 ancora in un’altra nella calle Espíritu Santo. L’accademia ottiene il favore della città grazie alla qualità degli insegnamenti del maestro, che amplia poi le strutture trasferendosi alla calle Viriato nella celebre Casa de los Artistas a San Juan de la Palma. Qui resta per poco tempo, andando già nel 1925 ad esibirsi nel Teatro Nazionale di Caracas, lasciando così l’accademia nelle mani di suo fratello Rafael.

Angel Pericet, una volta ritornato dal viaggio in America dove raccolse successi strepitosi, impianta una nuova accademia a Siviglia nella calle Amistad n. 2. L’ultima accademia di Angel Pericet Carmona viene creata al n.3 della Plaza de Zurbarán, la quale viene poi ereditata da suo figlio, Angel Pericet Jiménez.

Angel Pericet dirige inoltre numerosi spettacoli nei cafés-cantantes della Siviglia dell’epoca. Ad esempio, quando nel 1897 il Gran Café Teatro El Suizo sito nella calle Sierpes fu trasformato nel Teatro Palacio Edén, vennero presentate diverse messe in scena, ed una fra queste, come recitava un messaggio pubblicitario, includeva il maestro Angel Pericet col seguente programma di balli: “Il ballo inglese”, “Il sale dell’Andalusia”, “La flamenca” e “Peteneras”.

Nel settembre del 1902 il maestro Angel Pericet inaugura un nuovo spettacolo al Café Concierto Novedades, presentando “bailes boleros”, come riporta il manifesto pubblicitario. La messa in scena aveva come prima ballerina Luisa Fernández, e il programma, oltre a quei “bailes boleros” non specificati, includeva anche dei balli davvero curiosi dei quali è andata perduta ogni notazione coreografica: “Una zambra de gitanos”, “De vueltas de la corrida”, “En las playas de Windsor” e “Velada de San Juan”.

Angel Pericet Carmona si sposta a Madrid per continuare la sua carriera scenica, senza tralasciare l’insegnamento. Si stabilisce in un’accademia della calle Encomienda n. 10 (il cui locale è ancora in possesso della famiglia) e lì resta fino alla morte, avvenuta a Madrid nel 1944. L’accademia della calle Encomienda fu trasmessa ad Angel Pericet da Eduardo Cansino, un noto maestro di ballo, anch’esso di Siviglia, di Castilleja de la Cuesta. Quest’ultimo fu poi celebre negli Stati Uniti grazie a sua figlia: Rita Hayworth.

Nel 1942, dopo la fine della guerra civile spagnola, Angel Pericet Carmona e suo figlio Angel Pericet Jiménez si riuniscono a Madrid e decidono, per la prima volta, di creare un manuale dei corsi di Escuela Bolera. Essi elaborano insieme un manoscritto riordinando i corsi in gruppi, indicando in modo specifico i passi, le volte, i giri... e si costituisce così il primo manuale di Scuola Bolera alla maniera dei Pericet giunto fino ad oggi.

Mentre suo fratello resta a Madrid, Rafael Pericet continua l’attività pedagogica a Siviglia e l’allestimento di balli boleri, finché l’accademia viene ereditata da suo figlio Juan Pericet, anch’esso maestro di ballo per trasmissione orale. A sessantasei anni, nel 1976, muore Juan Pericet. Conchita Pericet Masot mantiene l’accademia, ma alla morte dello sposo lascia l’insegnamento nel 1987. Scompare così da Siviglia l’ultimo maestro della dinastia dei Pericet.

Angel Pericet Jiménez

Angel Pericet Jiménez, figlio dell’iniziatore della dinastaia, Angel Pericet Carmona, nacque accidentalmente a Valencia (dove si stava esibendo suo padre) il 9 aprile 1899. Morì a Buenos Aires il 23 maggio 1973. Sposato con Doña Amparo Blanco, i due ebbero cinque figli: Concepción, la più grande, che nutrì una grande passione per il ballo, anche se abbandonò prematuramente la carriera in seguito al suo matrimonio; Angel, ballerino; Luisa, che vive a Buenos Aires e insegna in un’Accademia di sua proprietà; Eloy, ballerino e attualmente insegnante; Carmelita e Amparo, anch’esse ballerine assieme al fratello Angel.

Angel Pericet Jiménez resta a Siviglia fino al 1942, insegnando nell’accademia della Plaza de Zurbarán n.3 ereditata da suo padre. La guerra coglie ogni membro della famiglia in una città differente, e così egli si trasferisce a Madrid nel 1942 per ritrovarsi col padre già anziano, creando un’accademia nella calle Santa Casilda n. 6.

Nell’Accademia di Angel Pericet Jiménez della Plaza de Zurbarán a Siviglia, studiarono coloro che furono in seguito celebri maestri e grandi ballerini come Enrique El Cojo e Antonio e Rosario, detti “Los chavalillos sevillanos”.

Nel 1956 Angel Pericet Jiménez si sposta con sua moglie a Buenos Aires. Il motivo è familiare: si tratta di accompagnare sua figlia Luisa che aveva sposato un Argentino e che stava per avere un figlio. Inoltre, i genitori volevano accompagnare i loro figli Eloy e Carmelita che dovevano esibirsi a Buenos Aires ancora giovani. Quelle che dovevano essere delle brevi vacanze diventano invece una lunga residenza, inizialmente di diciassette anni, e in seguito per sempre. Angel Pericet Jiménez muore a Buenos Aires il 23 maggio 1973.

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Angel Pericet Blanco dans Bolero Liso

Angel Pericet Blanco, l’ultimo della dinastia con questo nome, nasce a Siviglia il 28 febbraio 1926 e muore a Madrid il 26 febbaio 2011. Frequenta gli studi di solfeggio e pianoforte tra Siviglia e Madrid, con diversi insegnanti tra cui il maestro Guidi, ottenendo ottime valutazioni.

Trovandosi un giorno nell’accademia di suo padre, dove si era consacrato all’apprendimento dei balli, venne notato dalla ballerina Elvira Lucena, che gli chiese di accompagnarla facendo coppia in un recital al Teatro Español. Era l’anno 1947. Dopo il debutto, al calar del sipario, gli vennero offerti tre contratti. Egli poi ne firmò uno con la ballerina Luz de Falla per uno spettacolo dove l’étoile era il bailaor Vincente Escudero.

L’anno seguente, già come un professionista, inizia la carriera artistica debuttando come ballerino nella compagnia di Estrellita Castro. Poco dopo mette in scena il suo primo spettacolo dal titolo “Capricho Español” insieme alla sorella Concepción, debuttando nel teatro della Zarzuela di Madrid e avendo come partner la ballerina Rosario de la Maza. Nel 1949 emigra a Buenos Aires: inizia così la carriera americana e quella della sua famiglia.

Nell’ottobre del 1949 debutta in Argentina, nel Teatro Avenida di Buenos Aires insieme alla coppia formata dai talentuosi bailaores Mercedes e Albano. Nella capitale argentina conosce e prende parte agli incontri letterari di Rafael Alberti e Maria Teresa Léon.

La carriera di Angel Pericet a partire da questo momento si sviluppa tra Argentina e Spagna, realizzando con la propria compagnia numerose tournées in tutto il mondo, in modo particolare in America del sud e del nord. Si esibiscono con lui i suoi fratelli Amparo, Carmelita, Eloy e Luisa.

Ha presentato i suoi spettacoli nei principali teatri del mondo, in modo speciale si ricordano gli spettacoli loro al Teatro Colón di Buenos Aires, dove realizzava spettacoli insieme alla sua compagnia, oppure al Teatro de la Zarzuela di Madrid, fra molti altri. Durante il corso della sua vita, Angel Pericet ha realizzato diverse messe in scena e coreografie con musiche di Turina, Manuel de Falla, Granados, ed anche balli folklorici e flamenchi.

Negli anni ottanta è nominato direttore aggiunto del Ballet Nacional de España, allora diretto da María de Avila. Di quel periodo è la messa in scena “Seis sonatas para la reina de España”, creato per questa compagnia e riproposto recentemente dal Ballet Nacional in un programma speciale pensato per il trentesimo anniversario.

Durante la sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, possiede infatti la medaglia d’oro delle Belle Arti ed il Premio Nazionale di danza dello stato spagnolo, e può vantare anche la Medaglia delle Arti e delle Scienze concessa dal governo francese.

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Rafael Pericet Carmona et -son épouse La Martínez

Cliché : Archive José de Udaeta, dans The Bolero School de Marina de Grut.

L’apporto della famiglia Pericet è fondamentale per la storia della danza spagnola, non solo per la conservazione dei balli tradizionali boleros, ma anche per la realizzazione nel 1946 del primo manuale coreologico di passi e balli boleri sul quale si edificano oggi gli insegnamenti della Escuela Bolera dei Conservatori spagnoli.