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Société Auguste Vestris - Gustave Ricaux
  Auguste Vestris


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14 novembre 2010, huitième soirée : Gustave Ricaux

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Gustave Ricaux
di Gilbert Mayer

14 novembre 2010

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Se nell’epoca romantica, lo status del ballerino aveva conosciuto un certo declino, è soprattutto a Gustave Ricaux che va attribuito il merito di aver ridato alla danza maschile francese il suo splendore, sviluppando la grande tecnica, in particolare le pirouettes, i tours en l’air, la grande e petite batterie.

Per comprendere l’importanza di questo grande Maestro e le responsabilità che si assunse, bisogna sapere che per più di vent’anni egli fu l’unico professore per i maschi all’Opéra, tanto per la scuola che per il corpo di ballo.

In questo modo, egli poteva seguire gli allievi dal loro ingresso nella scuola, accompagnandoli fino al titolo massimo di Etoile.

I primi corsi che ho avuto l’occasione di frequentare con lui risalgono a dopo la mia assunzione all’Opéra, nel 1951, durante il periodo in cui la compagnia si esibiva in Sudamerica. Erano rimasti a Parigi solo alcuni ballerini di caractère e due novellini appena arrivati, Michel Dussaigne e io, che avevano avuto la fortuna di essere accettati a studiare con i più anziani.

Il mio compagno Michel Dussaigne era un bel danseur noble dalla tecnica eccellente. Abbiamo superato insieme ogni esame, per arrivare quattro anni più tardi a Grand Sujet. Desidero rendergli omaggio.

Molto organizzato, metodico, fermo nelle sue convinzioni, ma di una totale integrità, il Maestro Gustave Ricaux era intransigente sulla puntualità e non sopportava il ritardo. Chiudeva anche a chiave la porta dello studio non appena scoccava l’ora. La lezione si teneva alla Rotonda Zambelli. Ricordo con emozione e rispetto quell’esperienza.

Noi facevamo del nostro meglio per essere all’altezza dell’opportunità che ci era stata data, soggiogati dal rigore del lavoro richiesto e pieni di ammirazione davanti alla complessità degli enchaînements di petite batterie, una delle caratteristiche della scuola francese.

La classe durava solo un’ora, ma era molto completa.

Come si usava all’epoca, la sbarra era molto breve e non superava i 18 minuti.
Ogni professore aveva la sua e quella di Ricaux era particolarmente efficace, razionale e riscaldava molto in fretta.

Il primo esercizio consisteva in un grand battement arrondi, seguito da un plié in II, eseguito quattro volte en dehors e quattro volte en dedans.

Oggi si può rimanere stupiti di questo esercizio muscolarmente pesante per l’inizio della lezione, ma i ballerini prima di cominciare si preparavano e si riscaldavano bene muovendosi e non da fermi, come spesso avviene ora.

Per altro, l’insieme della lezione era abbastanza semplice, ma sempre logico e mirato all’essenziale.

Il centro era tradizionale.

C’erano serie di passi base eseguiti tante volte; resto convinto che questa ripetitività consente di sentire meglio il movimento e, come conseguenza, garantisce i progressi.

C’erano anche passi che ritornavano ogni settimana, a giorni fissi, come, per esempio, al mercoledì le grandi pirouettes all’italiana o, al giovedì, contretemps cabriole en arabesque.

I passi di petite batterie erano abbastanza difficili, veloci e complicati con molti passi di collegamento.

I grandi salti contemplavano, ovviamente, tutti i movimenti specifici per i maschi. I tours en l’air occupavano un posto importante.

Aggiungerò che egli spesso ci faceva fare 16 changements de pied fondu, cioè termitati in grand plié in V posizione; questo era un esercizio duro che richiedeva una buona tenuta della schiena, esercitava la flessibilità delle ginocchia e dava molta forza alle cosce.

Uscivamo dalla lezione certamente stremati, ma consapevoli dei buoni fondamenti del suo insegnamento.

Pochi mesi dopo, Ricaux diede le sue dimissioni dall’Opéra. Questa decisione fu motivata da questioni amministrative. Infatti, la sua pensione, che contabilizzava anche gli anni di guerra, era più cospicua del suo stipendio di professore in attività. Continuò comunque a insegnare privatamente. Fu questo che spinse Michel Dussaigne e me a prendere lezioni private con lui.

Era in un piccolo studio situato in Rue d’Amsterdam, sopra al cabaret “Monseigneur”, che noi ogni giovedì prendevamo insieme una lezione privata.

Il Maestro, anziano, rimaneva seduto sulla sua sedia, ma non lasciava passare nulla, esigente nel pretendere quinte perfette e il piazzamento nel movimento.

Se una pirouette era difettosa, si alzava, collocava la sua bacchetta di bambù in un punto ben preciso per correggere una posizione e si compiva il miracolo: la pirouette andava a posto!

L’occhio era infallibile e le correzioni estremamente giuste e pragmatiche.

Conservo di queste lezioni un ricordo incancellabile e cerco, nel mio insegnamento quotidiano, di trasmettere il metodo e lo spirito della sua pedagogia.

Devo anche aggiungere che Gustave Ricaux fu lui stesso uno splendido danzatore, vincitore, all’epoca, del Concorso di Varsavia.

Se l’elevazione verticale di Nijinski era leggendaria, quella di Ricaux era più specificamente de volée.

Le sue doubles cabrioles in arabesque, nella variazione dal Divertissement nell’opera Roméo et Juliette di Gounod, restano famose negli annali dell’Opéra.
Aggiungerò che recentemente ho saputo direttamente da sua nipote che Ricaux, che parlava correntemente il tedesco, era stato, durante la Grande Guerra, agente dei servizi segreti e che aveva reso importanti servigi alla Francia.

Voglio far notare che Albert Aveline, anch’egli combattente nella Guerra del ’14-’18, è stato decorato con la Légion d’Honneur a titolo militare.

L’insegnamento di Gustave Ricaux, da cui si formò uno stuolo di grandi ballerini, si colloca tra il 1930 e il 1950.

E’ difficile citarli tutti, ma cerco di cogliere l’occasione per ricordare i suoi principali allievi in ordine cronologico: Serge Peretti, Yves Brieux, Paul Goubé, poi lo straordinario Jean Babilée che, come Roger Fenonjois, era capace di eseguire l’entrechat-dix, Roland Petit, ovviamente, Serge Perrault, Daniel Seillier, René Bon, Raymond Franchetti, il grande pedagogo che ha trasmesso fedelmente l’eredità del suo Maestro, Michel Renault, Serge Golovine, Pierre Lacotte e, infine, Attilio Labis che prese qualche lezione da lui.

Senza dimenticare che anche l’Etoile Claude Bessy ha potuto beneficiare del suo insegnamento.

La danza francese e l’Opera di Parigi devono molto al Maestro Gustave Ricaux che rimarrà nella storia come uno dei più grandi pedagoghi del XX secolo…

Gilbert Mayer è nato nel 1934 a Ginevra, dove ha iniziato a studiare danza. Entrato nella Scuola di Danza dell’Opéra national di Parigi nel 1948, viene nominato Premier Danseur nel 1961. Nel 1970, diventa Professeur del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza dell’Opéra national, doppio incarico che occuperà per più di trent’anni.

Professore ospite nelle maggiori compagnie e accademie, è stato consigliere artistico e decano della Scuola di Danza del Conservatoire de Genève (1985-1991) e incaricato presso l’Association française d’action artistique (AFAA) per la diffusione della danza classica.

Gilbert Mayer è Chevalier dans l’Ordre National de la Légion d’Honneur, Officier des Arts et Lettres, Officier des Palmes Académiques e Médaille de Vermeil de la Ville de Paris.